1998La mostra, organizzata dall’AIAM, è stata allestita presso il Salone Sistino nella Città del Vaticano. Inaugurata il 20 novembre 1997 è terminata il 1 febbraio 1998.
La mostra è stata strutturata in tre sezioni:
Gli Hamerani, incisori romani del ‘700
Medaglia oggi
– La collezione di medaglie moderne del Medagliere Vaticano
– Le medaglie annuali di Giovanni Paolo II
Soci espositori
AIAM: medaglie annuali e medaglie straordinarie
Nella sezione dedicata ai soci espositori sono state esposte le medaglie dei soci, suddivisi in medaglisti (62) ed editori e stabilimenti (8).
Una sezione della mostra relativa alle opere di artisti contemporanei, è stata poi allestita nel Salone d’onore dell’Accademia Carrara in Bergamo. L’esposizione fu inaugurata il 29 aprile 1998.
La mostra è stata corredata di un catalogo illustrato.

L’Associazione Italiana della Medaglia, prosegue nella propria attività di divulgazione della conoscenza dell’arte medaglistica promuovendo una nuova Mostra, con la quale si propone di presentare ad un argo pubblico una ricca selezione di opere non solo contemporanee. Accanto infatti alle creazioni dei maggiori artisti-medaglisti dei nostri giorni nelle eleganti vetrine del Salone Sistino troveranno posto le opere firmate dagli Hamerani, una grande famiglia di incisori del ‘700 che influenzò profondamente l’ambiente artistico romano gravitante attorno alla zecca pontificia.
Il fortunato reperimento, tra le carte della Biblioteca Apostolica Vaticana, di una raccolta di disegni eseguiti da alcuni esponenti della famiglia degli Hamerani, in corso di studio da parte di Giancarlo Alteri, Conservatore del Medagliere Vaticano, ha infatti suggerito l’idea di ricostruire, ove possibile, il percorso creativo dell’opera d’arte, dal momento della nascita dell’ispirazione fino alla piena realizzazione, in forma plastica, del soggetto prescelto. Ed è così che accanto ai disegni della Biblioteca Apostolica Vaticana verrà esposta una selezione dei conî incisi dagli Hamerani e conservati nel Museo della Zecca di Stato italiana.
La raccolta dei conî di proprietà della Zecca di Roma è ricca di n. 2637 pezzi. Si tratta per la maggior parte di materiale utilizzato, fra Sette e Ottocento, per la produzione delle medaglie pontificie, spesso ritoccato o restaurato al fine di renderne possibile la riutilizzazione. Il nucleo più antico venne venduto alla camera Apostolica nel 1796, regnante Pio VI, dai fratelli Gioacchino e Giovanni Hamerani. A questo primo lotto di materiale da conio altro se ne aggiunse in seguito: nel 1812 un conio venne acquistato dall’incisore Tommaso Mercandetti, altri due nel 1822 da Luigi Dies e, da ultimo, nel 1823 l’intera collezione di conî conservata presso la Biblioteca Barberini in Roma.
Intanto nel 1822 l’allora Direttore della Zecca Pontificia Francesco Mazio e il di lui figlio Giuseppe misero mano al riordino dell’archivio di conî e punzoni conservati nell’edificio della zecca, sito in vaticano, con l’intenzione di metter in cantiere la produzione di una Storia metallica dei Romani Pontefici: una galleria di ritratti in bronzo, dal pontificato di Martino V.
Il materiale, disomogeneo, venne accoppiato in maniera arbitraria e uno stesso conio del dritto fu spesso utilizzato per la stampa di pezzi con differenti rovesci. Inoltre molti pezzi, che per la loro fragilità strutturale andavano soggetti a continue rotture, furono sostituiti con conî restaurati solo in parte o completamente rifatti.
Nelle vetrine pertanto accanto ai disegni e ai conî verranno esposte sia le medagli originali, prodotte dagli Hamerani stessi, sia i pezzi riconiati dalla zecca pontificia nella prima metà del secolo scorso.
Tra la produzione contemporanea, invece, uno spazio particolare è stato destinato alle medaglie annuali di Giovanni Paolo II: una preziosa raccolta di piccoli frammenti di luce fissati nel metallo da artisti di fama, da Berti, a Fazzini, a Manfrini, fino alla medaglia del 1997, opera di Federico Severino.
La produzione medaglistica contemporanea, infine, verrà illustrata sia con le opere donate al Medagliere Vaticano dgli artisti dell’Associazione Italiana dell’Arte della Medaglia sia con nuove reazioni destinate a fissare nel metallo incorruttibile le forme da trasmettere al terzo Millennio.
(dalla prefazione al catalogo, Silvana Balbi de Caro, Presidente dell’A.I.A.M.)

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