2008_1La mostra, organizzata dall’AIAM, è stata allestita presso il Museo nazionale d’arte orientale “Giuseppe Tucci”, in Roma. Inaugurata il 15 marzo 2008 è terminata il 18 maggio dello stesso anno. La mostra è stata presentata dal socio Giancarlo Alteri, direttore del Dipartimento di Numismatica della Biblioteca Apostolica Vaticana.
La mostra è stata articolata in tre sezioni.

La medaglia oggi: l’Associazione Italiana dell’Arte della Medaglia
In questa sezione erano esposte le opere dei Soci AIAM, artisti che nella e dalla medaglia hanno saputo trarre ispirazione.

Una scuola d’arte nella fabbrica delle monete: la Scuola dell’Arte della Medaglia
Questa sezione ha presentato una rassegna delle opere realizzate dagli allievi della Scuola d’Arte della Medaglia della Zecca di Stato, unica scuola al mondo nel suo genere, che nel 2007 ha festeggiato i suoi primi 100 anni di attività.

2008_2Profilo d’autore: Laura Cretara
Questa sezione ha puntato l’obiettivo sulla figura e le opere di Laura Cretara, per lunghissimi anni capo incisore presso la Zecca di Stato e direttore artistico della Scuola d’Arte della Medaglia. A lei si deve la creazione di molte monete, dalle lire della Repubblica Italiana ai modelli dei pezzi da 1 euro, dalle monete per la Repubblica di S. Marino a quelle per la Città del Vaticano In questa sezione sono state esposte anche opere di grafica, piccole sculture e modelli per grandi statue, articolate in due settori: nella prima compaiono studi per medaglie, bozzetti e schizzi che mostrano la travagliata ricerca di forme espressive sempre nuove, mentre nella seconda sono compresi i modelli ufficiali delle monete, che evocano nella forma perfetta del cerchio le suggestioni di un mondo fantastico dove l’allegoria trasfigura i contorni di una realtà troppo netta e non sempre accettata.

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Nella sezione dedicata ai soci espositori sono state esposte le medaglie di 62 soci.
La mostra è stata corredata di un catalogo illustrato.

Mani che modellano la materia informe, mente che controlla l’operato delle mani dell’uomo, cuore che crea ciò che l’uomo non può controllare: la creatura si fa creatore, lo spirito divino soffia sulle sue mani….
Per dare forma agli impulsi de1 cuore le mani devono poter volare leggere sulla materia, devono aver conosciuto le lunghe veglie al tavolo di lavoro, devono essere state rese instancabili da una lunga disciplina che ne ha governato i muscoli… mani pregne di sapere, cresciute in simbiosi inscindibile con la mente dell’uomo, impulsi creativi di nervi che dal cuore ricevono il soffio vitale. Questo è l’arte? Certamente anche questo. Ma non solo.
Questo volume, che più che alla parola scritta vuole lasciare spazio alle immagini di parole non dette già imprigionate nella materia e ora liberate dalle abili mani degli artisti, è i1 frutto ragionato di un’attenta selezione delle opere esposte nelle sale dense di storia del Museo Nazionale d’Arte Orientale in Palazzo Brancaccio in Roma, non un semplice Catalogo delle opere esposte ma un libro d’arte nato per aiutarci a godere dell’arte.
Tra le righe delle sue pagine patinate, nelle infinite sfaccettature di immagini che illustrano opere in molti casi a noi ancora sconosciute si è infatti cristallizzata la meraviglia di chi intravede la possibilità di penetrare in anime, menti, cuori altrimenti ignoti attraverso i segni lasciati sulla passiva accettazione della materia da mani operose, da mani attente, da mani timorose del proprio creare.
I1 libro ha un fascino antico: finita la visita alla mostra, esso ci segue ben oltre il frastuono delle sale affollate di pubblico fin nel chiuso delle nostre case dove, riemergendo dalle borse nelle quali era stato affrettatamente riposto, può finalmente catturare la nostra attenzione.
Sono parole che tentano di penetrare nel mistero di un’opera d’arte. sono immagini – magistrali immagini nate dall’obiettivo di una fotografa, Saskia van Stegeren, ben nota per la sensibile creatività del suo lavorare – che di quell’opera suggeriscono letture nuove. Sono parole. sono immagini che si confrontano con la memoria di chi, forse po’ troppo distrattamente, ha sfiorato il mistero della creazione senza nulla percepire di quel soffio vitale dal quale ogni opera d’arte prende origine.
Questo vogliono essere le pagine che seguono. Questo si augurano di essere.
(dalla prefazione al catalogo, Silvana Balbi de Caro, Presidente dell’A.I.A.M.)

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