La mostra, organizzata dall’AIAM, e svoltasi nell’ambito della VII Settimana per i Beni Culturali e Ambientali, è stata allestita nel Complesso monumentale del San Michele a Ripa, in Roma. Inaugurata il 2 dicembre 1991 è terminata 15 dicembre dello stesso anno.
La mostra è stata strutturata in tre sezioni:
Le medaglie e la musica
Profilo d’autore – Emilio Greco
La medaglia oggi
Sono state esposte le medaglie dei soci, suddivisi in medaglisti (59) ed editori e stabilimenti (11).
Durante la cerimonia di apertura della mostra ha avuto luogo un concerto di musica classica.
La mostra è stata corredata di un catalogo illustrato.

La medaglia nasce nel secolo XV come creazione autonoma d’arte. Come sfondo alla sua comparsa c’è I’atmosfera colta e raffinata. delle corti italiane delt ‘400, da Ferrara a Mantova, da Verona a Milano, Venezia, Firenze, Roma e il gusto tutto umanistico per I’oggetto da collezione, piccolo, raffinato e, spesso, anche antico.
La suggestione delle splendide monete in bronzo coniate dai romani, specie dei sesterzi dell’epoca classica, unitamente al rinnovato interesse per un mondo formale che, agli occhi della nuova cultura umanistico-rinascimentale, non appariva più così distante come in passato, segnarono il successo del nuovo genere artistico che ebbe, nel Pisanello, il suo primo straordinario interprete.
Le sue medaglie in bronzo fuso, così differenti, nella essenzialità della ricerca volumetrica, dalla contemporanea produzione pittorica dell’artista colto e raffinato esponente dell’arte tardo-gotica, ma al tempo stesso proteso verso la ricerca di soluzioni formali originali, dovettero esercitare sui contemporanei un fascino indiscusso, ottenendo un immediato e travolgente successo presso le classi più colte e raffinate.
Diffusasi, in seguito, in tutta Europa e divenuta, in epoche più recenti, un prodotto di larga diffusione legata spesso, nella fantasia popolare, a figure leggendarie di uomini eccezionali, come fu il caso, nell’Ottocento, di Garibaldi o di Pio IX, ha perso, col tempo, alcune delle sue caratteristiche originarie, scadendo, talora, nella più banale riproduzione industriale di temi e modelli stereotipati.
Questo fenomeno non ha però impedito che, in epoche particolarmente felici, artisti di grande fama – basti ricordare Benvenuto Cellini o Gian Lorenzo Bernini – rivolgessero la loro attenzione a questo genere artistico, creando personalmente o ispirando indirettamente opere di grande suggestione espressiva.
Anche i massimi artisti contemporanei hanno riservato una attenzione particolare alla medaglia, cimentandosi talora con i piccoli e suggestivi spazi dei tondelli metallici.
Nella Mostra organizzata dall’Associazione italiana della Medaglia un grande maestro della nostra età e uno dei nomi più prestigiosi della scultura contemporanea, Emilio Greco, che della medaglia ha subito spesso il fascino sottile, presenta una piccola ma significativa selezione delle medaglie da lui create.
Accanto a lui espongono le loro opere non solo molti altri nomi prestigiosi dell’arte contemporanea, ma anche giovani artisti alle loro prime esperienze che, sui banchi della prestigiosa Scuola dell’Arte della Medaglia aperta nel lontano 1907 presso la Zecca di Stato di Roma, vanno ancora affinando il loro innato talento.
Al giudizio del pubblico, colto e raffinato, che, in occasione della Settimana per i Beni Culturali e Ambientali, visiterà la Mostra, l’Associazione Italiana della Medaglia propone inoltre una selezione di opere dal tema particolare, quello musicale.
Una sfida raccolta da un gran numero di artisti-medaglisti e dagli stessi brillantemente superata.
(Silvana Balbi de Caro, Presidente dell’AIAM, dalla prefazione al catalogo)

La mostra ha poi visto una riedizione dal 13 ottobre al 6 dicembre 1992, al Castello Svevo di Bari,grazie alla partecipazione del Ministero per i Beni culturali e ambientali, Soprintendenza per i Beni Architettonici Archeologici Artistici e Storici della Puglia e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La mostra è stata inaugurata con un concerto del pianista Mario Germani.
Successivamente le medaglie sono state esposte a Trieste nella Sala Comunale d’Arte di Palazzo Costanzi e nella Sala mostre della Biblioteca statale del Popolo dal 14 gennaio al 7 febbraio 1993.

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