La mostra, organizzata dall’AIAM, è stata allestita al Museo Centrale del Risorgimento Italiano, in Roma. Inaugurata il 9 aprile 1988 è terminata l’8 maggio dello stesso anno.

La mostra è stata strutturata in tre sezioni:

Dal Neoclassico al liberty
– Le medaglie di Luigi Manfredini nella collezione Padoa
– Influssi del Neoclassicismo italiano in Europa
– Spigolature romane
– Il gusto Liberty nella produzione milanese

Profilo d’autore
– Orlando Paladino Orlandini

La medaglia oggi
– Soci espositori
– Le medaglie annuali straordinarie dell’AIAM

Sono state esposte le medaglie dei soci, suddivisi in medaglisti (66) ed editori e stabilimenti (9). Ha accompagnato la mostra un ciclo di conferenze tenute presso l’Accademia di San Luca.
La mostra è stata corredata di un catalogo illustrato.

L’Associazione Italiana della Medaglia ha, fra i propri compiti statutari, anche quello di promuovere la conoscenza della medaglia in ltalia e all’estero, istituendo altresì sempre più stretti collegamenti fra tutti gli associati.
Col tempo, spinti dal comune interesse per la medaglia, agli artisti medaglisti ed agli stabilimenti d’arte in seno all’associazione si sono venuti ad affiancare, in numero sempre maggiore, studiosi, collezionisti ed amatori, i quali, nelle mostre periodiche organizzate dall’A.I.A.M., hanno sempre trovato occasioni fruttuose di incontro e dibattito.
Dopo venticinque anni di attività, spesi in una costante attenzione verso i problemi più attuali della cultura artistica contemporanea, con un amore profondo per la medaglia e per l’associazione che da essa si nomina, che giustifica lo spirito forse talora eccessivamente polemico portato nel dibattito, si è sentito da molti il bisogno di una pausa di riflessione.
E venuto così il momento di bilanci. E, di conseguenza, un desiderio di rinnovamento che permettesse all’associazione di mantenere il passo con le mutate esigenze del vivere moderno.
In una società caratterizzata da uno sfrenato consumismo, in cui anche l’arte e la cultura rischiano di essere travolte da una generale tendenza all’improvvisazione e all’approssimativismo, è più che mai necessario che la nostra associazione si proponga come punto fermo di riferimento per quanti ancora vedono, nell’opera di un artista o nel lavoro di uno studioso, i frutti di una ferrea disciplina di vita.
In questo contesto e in tale ottica l’associazione, nell’organizzare la VII MOSTRA DELLA MEDAGLIA E PLACCHETTA D’ARTE, ha voluto affiancare, alle opere degli artisti contemporanei, una selezione di medaglie create dai più famosi incisori dell’Ottocento e del primo Novecento, dal Manfredini ai Bianchi, dal Pistrucci al Cerbara, dal Girometti al Pogliaghi e al del Castagné.
Il rigore stilistico dei neoclassici, la creatività della scuola romana, le nuove esperienze tentate, specie nel campo della ritrattistica, dagli artisti che operano tra la fine del secolo scorso e gli inizi del nostro, vengono così analizzati, studiati, rivisti in chiave moderna, dagli autori dei saggi pubblicati nel catalogo, al quale è affidato il compito di illustrare la mostra.
Un catalogo in cui, appunto, si è ritenuto opportuno dare un maggiore spazio alla parola dei critici piuttosto che ai nudi elenchi di materiali e, fin dove è stato possibile, alla riproduzione delle opere; un catalogo che vuole proporsi, quindi, come uno strumento di riflessione su alcuni temi fondamentali della nostra cultura, aprendo un dibattito che avrà, nel ciclo di conferenze previsto per il periodo di apertura della mostra, la sua più naturale cassa di risonanza.
Quasi a scandire tempi e spazi, nel cuore della rassegna, tra gli artisti del secolo passato e i contemporanei, ha trovato posto una ricca selezione di opere di un grande maestro scomparso, Orlando Paladino Orlandini. Medaglie fuse e coniate, placchette, sculture, disegni, per la prima volta riuniti insieme in un’unica esposizione e ampiamente illustrate in catalogo, aprono al visitatore, pur nella essenzialità del linguaggio espressivo, un mondo poetico sconosciuto.
Una ricca scelta di opere contemporanee infine farà, come sempre, discutere critici e artisti, in un dibattito che, se contenuto e obiettivo, sarà pur sempre fecondo di risultati.
Ringrazio, anche a nome di tutto il consiglio direttivo dell’A.I.A.M., quanti, istituti o privati, hanno reso possibile, con il loro contributo di idee e di opere, la realizzazione e della mostra e del catalogo che la correda.
(Silvana Balbi de Caro, Presidente dell’AIAM, dalla prefazione al catalogo)

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