1975_1L’AIAM per celebrare il decennale della fondazione del sodalizio ha voluto presentare al pubblico le opere più significative dei propri soci.
La mostra, organizzata dall’AIAM, è stata allestita nella Sala di Santa Marta a Palazzo Venezia, in Roma.
Sono state esposte le medaglie dei soci, suddivisi in medaglisti (59) ed editori e stabilimenti (9).
La mostra è stata corredata di un catalogo illustrato.


La medaglia nacque in Italia come forma d’arte aulica, tipico prodotto del nostro Rinascimento. 
Creatore nel vero senso della parola ne fu Antonio Pisano, pittore veronese, che nel 1438 fude la celebre medaglia di Giovanni VIII Paleologo, imperatore di Bisanzio, venuto in Italia a tentare con Papa Eugenio IV la riunione della chiesa romana ed orientale.

1975_2Quest’opera giustamente famosa, uscì dalle dita del suo autore perfetta quasi Athena dalla mente di Zeus; vero microcosmo dell’arte che ancora oggi desta meraviglia per la sua compiuta bellezza.
Pisanello (così fu chiamato dai contemporanei) probabilmente trasse l’idea dai “grandi bronzi” romani, multipli di moneta, coniati a magnificar le gesta degli imperatori.
Ma da quelli Egli nettamente differenziò la medaglia non tanto per la tecnica della fusione, usata invece del conio, quanto e soprattutto per contenuto di poetico realismo rinascimentale.
Pisanello anziché fare un bassorilievo di piccolo formato andò al di là dello stesso insegnamento donatelliano.
Modellando per piani lievissimi senza intaccare il fondo, quasi dipingendo, egli ottenne effetti pittorici sorprendenti.
Ma soprattutto fissò sin dall’inizio le regole di quest’arte, componendo figure e legenda armoniosamente nel cerchio e coordinando le due facce della medaglia in unità di sintesi narrativa ed estetica.
L’insegnamento di Pisanello fu prontamente seguito in Italia e all’estero e s’ebbe per tutta Europa un fiorire di medaglisti. eccelsi.
Purtroppo, col tempo, la medaglia perdette molto dell’originario contenuto artistico,sia a causa del mutar della tecnica, sostituendosi al modellar l’incisione e alla fusione il conio, sia e soprattutto perché, avendo i governanti impiegato la medaglia come mezzo di propaganda politica, prese sopravvento l’elemento episodico e commemorativo su quello puramente estetico.
Questa degradazione della medaglia si accentuò viepiù con l’evolversi della tecnica, culminato nell’adozione del pantografo e nella produzione industriale. Fortunatamente in questi ultimi decenni gli stessi fabbricanti hanno avvertito la necessità di restituire alla medaglia nobiltà di valori estetici ed assistiamo ora ad un rifiorire della medaglia d’arte.
Oggi artisti di fama non disdegnano di applicarsi a questa forma di espressione, un tempo e forse ancora oggi a torto considerata “arte minore”.
L’Associazione Italiana della Medaglia, che riunisce artisti, fabbricanti e cultori di medaglistica, pre celebrare il decennale della fondazione del sodalizio, presenta al pubblico le opere più significative dei soci.
(dalla prefazione al catalogo)

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